Strada #2. La storia di Alma

A volte basta un righello. Con un righello puoi misurare le distanze, puoi tracciare i perimetri, puoi scoprire la superficie di un'area. La mia area misura 28.748 km quadrati. O meglio, non è proprio la mia area, è l'area in cui sono nata e cresciuta, e scomparsa, e poi tornata.
di Phan Thi Lan Dai

Alma è una donna albanese che CAT Cooperativa Sociale ha incontrato attraverso il Numero Verde Regionale Antitratta, il numero attivo 24 ore su 24, gratuito e, se lo si desidera, anonimo.  È uno strumento di comunicazione e intervento che connette chi chiama a una rete di supporto reale, immediata e competente.

Dietro il Numero Verde Antitratta c’è un lavoro quotidiano, fatto di mediazione linguistico-culturale, colloqui di identificazione, consulenze nei CAS e nelle Commissioni Territoriali, attivazione di procedure di emergenza. È un presidio mobile e invisibile, ma sempre attivo, che lavora in sinergia con i progetti territoriali di protezione sociale per le vittime di tratta (ex art. 13 e 18).

Il Numero Verde non è solo un canale telefonico: è un dispositivo di prossimità che intercetta storie, protegge vulnerabilità, apre varchi nei silenzi. Ed è anche comunicazione sociale: un modo concreto di dire che nessuna persona è sola, nemmeno quando tutto sembra sfuggire.

La storia di Alma è stata raccolta dalle operatrici che lavorano nell’area della tratta insieme alle mediatrici ed è stata affidata alla scrittura di Giulio Sonno, consulente artistico, dramaturg, mediatore culturale. La voce narrante è di Katiuscia Favilli.

Ascolta la storia di Alma!

a volte basta un righello

PASSATO, PRESENTE, FUTURO

Questo è il mio diario, fa parte di due periodi, il passato e il presente.

Senza il passato non possiamo andare avanti, con il passato impariamo tanto ed iniziamo anche a comprendere noi stessi, capiamo quello che vogliamo ogni giorno, serve per migliorare i nostri punti deboli.

Il presente è quella camminata, minuto dopo minuto, che ci permette di costruire qualcosa nel futuro, mettendo i passi importanti uno dopo l’altro.

Il futuro è la speranza, senza speranza non c’è futuro. È quello che mi ha fatto scappare e mi ha dato la voglia di cambiare. Certe volte, quando ci penso ora, mi chiedo se, tornando in dietro, sarei mai in grado di trovare il coraggio di rifare quello che ho fatto. 

Non lo so, perché so che cosa aspettarmi. A volte è meglio non sapere cosa ti aspetta per cambiare qualcosa. Perché è così doloroso che la paura che hai dentro ti fa frenare.

IL RIGHELLO

Il primo giorno di scuola elementare mio padre, che a quel tempo lavorava alle ferrovie, tornando da un viaggio, tirò fuori dalla borsa di pelle un righello. Mi disse che l’aveva fatto lui con le sue mani. Io non ci credevo, scherzavamo su questa cosa e si rideva! 

Eravamo molto legati, mi portava in viaggio con lui in treno, insieme abbiamo girato tutta l’Albania. Mi diceva che se prendevo buoni voti a scuola mi avrebbe portato in viaggio con lui e io studiavo, eccome se studiavo! 

Volevo diventare ingegnere come lui. Per iscrivermi all’università ho dovuto combattere contro tutti e alla fine ho vinto.

Il righello è una delle poche cose che ho ritrovato nel mio appartamento di Tirana quando sono tornata dopo essere scappata, è un oggetto che ha un valore sentimentale per me, tanto che lo porto con me ancora oggi.

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