passione

Il nostro lavoro è questo: amore e sofferenza, declinati in tanti modi diversi.
di Daniele Bertusi

Parola doppia, significa sia amare fortemente che soffrire fortemente. Per la precisione il suo primo significato è il secondo, perché viene dal verbo “patire”, poi di fatto si soffre se si ama, altrimenti semplicemente ce ne potremmo fregare e vivere in pace. Il nostro lavoro è questo: amore e sofferenza, declinati in tanti modi diversi.

Amiamo la diversità, si ama avvicinarcisi, conoscerla, capirla, farsene arricchire, e soffriamo per non riuscire mai a coprire abbastanza la distanza che ci separa dall’altro. Amiamo renderci utili, cercare di spostare le virgole, offrire opportunità a chi ne ha bisogno, e soffriamo perché non abbiamo abbastanza strumenti e non ci sentiamo mai abbastanza bravi. Amiamo lavorare in gruppo, confrontarci e trovare insieme strade nuove, e soffriamo perché nelle nostre riunioni alla fine non facciamo che litigare.

Amiamo dire la nostra, spingere avanti le politiche, promuovere i diritti, dare voce a chi non ce l’ha, e soffriamo perché chi dovrebbe raccogliere queste voci e le nostre idee ha davanti solo tabelle da riempire con numeri. Amiamo la terza magica parola della rivoluzione francese, “fraternità”, e soffriamo perché è una parola che sta scomparendo dal lessico del nostro tempo, nel quale l’altro non si riconosce più come essere umano. Amiamo la nostra libertà, la possibilità di decidere dove stare, con chi stare, come starci, ma come il cane di Fedro soffriamo perché questa libertà non ci dà abbastanza da mangiare. Facciamo il lavoro più bello e meno riconosciuto del mondo, per questo amiamo e soffriamo.

C’era una volta un lupo tanto magro ed affamato. Erano molti giorni che non mangiava e non riusciva a trovare nulla nel bosco. All’improvviso incontrò un cane. Era molto bello e stava in gran forma. Allora gli domandò “Come fai a stare così bene? Dove riesci a trovare il cibo?” Il cane, allora, gli spiegò che il cibo glielo dava il suo padrone.  Il lupo, molto incuriosito, disse al cane “ma perché il tuo padrone ti regala il cibo?” E il cane rispose “Perché io proteggo la sua casa e la sua famiglia dai ladri e dalle persone cattive. Se vuoi puoi farlo anche tu”. Il lupo tutto contento seguì il cane ma all’improvviso notò una cosa “Cane, perché sul tuo collo ci sono tanti graffi?”  “E’ colpa del guinzaglio che mi ha messo il mio padrone!” L’entusiasmo del lupo iniziò a diminuire e allora domandò al cane “Tu puoi andare dove vuoi o fare quello che più desideri?”  “Assolutamente no!” Il lupo capì che il cane aveva il cibo ma aveva perso la sua libertà e così preferì ritornare nel bosco, digiuno ma contento di vivere libero.

Fedro

 

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