L’adolescenza (dal latino adolescentia, derivato dal verbo adolescĕre, crescere,[1] da alĕre, ‘nutrire’) è quel tratto dell’età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello dell’individuo adulto. L’adolescenza si situa in genere nel secondo decennio di vita, anche se le sue espressioni fisiche, psicologiche e culturali possono iniziare prima e finire dopo tale lasso di tempo.
Da questa definizione, trovata su wikipedia, possiamo estrarre diversi verbi e parole che caratterizzano fortemente l’adolescenza, o meglio le adolescenze, visto che ognuno/a reagisce in modo diverso a questa tempesta, che arriva addosso da un momento all’altro.
Crescere, nutrire e tempo mi sembrano quelle più significative quando si incontrano in strada giovani.
Crescere e Tempo stanno sicuramente insieme .
Durante le uscite sui territori può capitare che passi diverso tempo tra un incontro e l’altro, a volte anche mesi. Spesso questo scorrere del tempo ha effetti molto evidenti sui ragazzi/e che avevamo conosciuto. Ci ricordavamo una persona con alcune caratteristiche ma questa persona ora non c’è più, al suo posto ne incontriamo una nuova che fatichiamo a riconoscere e questo ci meraviglia sempre.
Il tempo nutre la crescita, i mutamenti del corpo, che necessita di alimenti per crescere. Spesso anche la voracità che manifestano e la mole di cibo che questi giovani sono in grado di mangiare ci stupiscono, ma fino ad un certo punto. Una crescita così veloce va accompagnata da un nutrimento adeguato.
Nutrire il corpo ma anche la mente, è quello che più ci dovrebbe interessare come società tutta, in particolare verso le persone più giovani che la compongono.
Ma nutrire la mente non è semplice, servono tempo e occasioni, occasioni che possano stimolare la curiosità verso cose nuove.
Tentativi che nel lavoro di strada proviamo a fare quotidianamente con alterne fortune. Alle volte va bene, alle volte male ma in questi alti e bassi riconosciamo anche noi la tempesta che incontriamo e con cui dobbiamo lavorare. Adolescenze appunto.