accoglienza

Accogliere non è un atto di beneficenza, né una semplice risposta emergenziale: è una scelta consapevole, profondamente politica.
di Leonardo Barbieri

“Non possiamo pensare di cambiare il mondo se non siamo disposti a cambiare le nostre comunità.” – Vandana Shiva.

Accogliere non è un atto di beneficenza, né una semplice risposta emergenziale: è una scelta consapevole, profondamente politica. Il Terzo Settore, con la sua esperienza nei territori e la sua capacità di costruire legami sociali, svolge un ruolo decisivo nel trasformare l’accoglienza in un vero strumento di giustizia sociale. Non si limita a gestire servizi, ma contribuisce a immaginare e realizzare comunità più aperte, inclusive e partecipate. Quando CAT Cooperativa Sociale ha scelto di impegnarsi nel sistema di accoglienza, lo ha fatto partendo da una visione chiara: l’accoglienza deve essere parte integrante di una società fondata su diritti, responsabilità e relazioni. L’adesione al SAI – dopo un primo passaggio nei CAS e ad una presa di distanza dalle loro criticità – è stata una conseguenza coerente di questo approccio, non un fine in sé. È nel lavoro quotidiano insieme alle persone, nei territori, che il Terzo Settore dà senso e corpo a un’idea di accoglienza che non isola, ma include.

L’accoglienza non è mai neutra. Può creare inclusione o generare marginalità, costruire cittadinanza o alimentare segregazione.
Per questo, il lavoro degli operatori non si limita all’accompagnamento. Richiede capacità di leggere i contesti, di tradurre le differenze culturali in risorse di dialogo, di dare voce a chi troppo spesso resta invisibile. Essere operatori SAI significa abitare la frontiera tra bisogni individuali e orizzonti collettivi, con un approccio professionale che è, allo stesso tempo, prassi quotidiana e tensione etica.

Scegliere di “accogliere” oggi, soprattutto all’interno del Sistema Asilo, significa rifiutare logiche di delega cieca e affermare il principio che le politiche sociali debbano essere costruite insieme alle comunità, non calate dall’alto o affidate al caso. Accoglienza, per noi, è uno strumento per esercitare cittadinanza attiva. È un percorso collettivo verso la costruzione di nuove comunità: inclusive, giuste, solidali, capaci di ridefinire il concetto stesso di convivenza. Attualmente Cat gestisce, in collaborazione con altri enti del Terzo Settore come Arci Toscana, Caritas, Associazione Progetto accoglienza e le cooperative sociali Girasole, Incontro, Insieme, Arca, lavorando con una sessantina di persone accolte provenienti da dieci diversi paesi del mondo, tra cui Burkina Faso, Mali, Bangladesh, Tunisia, Egitto, Ucraina.

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