La cooperativa è parte di una rete piuttosto ampia e radicata nel tempo, appartenenza che è coerente con la sua identità e con lo sviluppo che ha avuto negli anni. Presente all’interno di un consorzio a carattere locale, il Consorzio Metropoli, Cat aderisce a LegaCoop, oltre a reti a nazionali tra le quali in primis vogliamo citare il CNCA., il Coordinamento Nazionale Comunità e Accoglienze, di cui CAT fa parte da oltre vent’anni, assumendo nel tempo ruoli e incarichi all’interno del Direttivo Nazionale e del direttivo della federazione regionale.
Da diversi anni partecipa attivamente ai gruppi operativi dedicati alla riduzione del danno che si sono sviluppati nell’ultimo decennio per supportare gli interventi nei grandi eventi e per favorire uno scambio di competenze e tecnologie tra i gruppi, come ad esempio la sperimentazione nei contesti del divertimento di massa del drug checking, l’analisi qualitativa delle sostanze, misura di riduzione del danno che serve a ridurre i rischi legati all’imprevedibilità della composizione chimica delle sostanze.
Come membro del CNCA, CAT partecipa anche al gruppo che si occupa di migrazione, di minori e di tossicodipendenza, in relazione a tutto il lavoro che la cooperativa svolge attraverso le comunità terapeutiche. Questa rete rappresenta un punto di riferimento anche politico a livello nazionale, intrecciandosi con altre realtà.
Tra queste, Fuoriluogo, una rete che CAT sostiene e attraversa da anni come luogo di riflessione e di pratica attorno alle politiche sulle droghe. Fuoriluogo è un punto di riferimento teorico e politico per l’approccio innovativo alla riduzione del danno, che promuove la cultura del consumo controllato applicata tanto all’operatività quanto alla ricerca. CAT partecipa al direttivo nazionale e collabora all’organizzazione di eventi formativi come la Summer School, appuntamento annuale di confronto tra operatori, studiosi e attivisti.
Accanto a queste reti consolidate, negli ultimi anni è cresciuta anche la partecipazione di CAT alla rete ItaRDD – la Rete Nazionale sulla Riduzione del Danno, diventata in tempi relativamente recenti da rete informale di operatori, operatrici, persone che usano droghe associazioni e enti locali a associazione formalmente costituita, ITaRDD rappresenta una comunità di operatori che condividono pratiche e visioni sulla riduzione del danno.
Molti operatori di CAT ne fanno parte, contribuendo allo sviluppo di competenze teoriche e politiche e alla realizzazione di interventi concreti, inclusi percorsi formativi realizzati nei centri sociali toscani e in collaborazione con realtà nazionali. Proprio in questo contesto, CAT ha contribuito recentemente all’organizzazione di un convegno di due giorni dedicato agli aggiornamenti sulla riduzione del danno.
Anche nell’ambito degli interventi a supporto delle vittime di tratta e/o di sfruttamento si partecipa attivamente a tutti quei contesti utili allo scambio e al confronto tra operatori del settore, con finalità culturali, politiche e di sviluppo, quali anche la Piattaforma Nazionale Anti-tratta, di cui da qualche anno esprime una socia nelle funzioni di “portavoce”.
La Piattaforma Nazionale Antitratta, coordinamento informale e indipendente, ha come scopo principale quello di favorire uno scambio non competitivo tra tutti gli operatori e le operatrici, volto al potenziamento delle conoscenze, delle competenze tecniche e delle professionalità. All’interno della Piattaforma ci si riconosce attorno alla convinzione che il contrasto ad un fenomeno sempre più multidimensionale (le vittime, potenziali o accertate, presentano vulnerabilità molteplici e interconnesse, che impongono interventi capaci di superare la frammentazione dei servizi) possa essere affrontato solo in un’ottica di multi-agenzia, di rete sia territoriale che nazionale, e di quanto sia fondamentale adottare una presa in carico multidisciplinare, sostenuta da una rete di protezione realmente integrata, in grado di oltrepassare le logiche burocratiche della “proprietà del caso” e di garantire risposte tempestive, coordinate ed efficaci.
Se si pensa alla Piattaforma come ad un laboratorio costante di pensiero, di esperienze e di formazione, si comprende dove affondino le basi che hanno costituito la responsabilità sociale e politica di tutti i suoi componenti. Nell’operativo della Piattaforma è fondamentale l’attenzione alle politiche migratorie e sociali che negli anni hanno subito oscillazioni importanti, anche in termini di logiche securitarie, che hanno rappresentato il quadro normativo dentro il quale si sono inseriti gli interventi a sostegno delle persone vittime di tratta e di sfruttamento. Esiste una relazione stretta tra il sistema antitratta e le politiche dell’immigrazione, quell’insieme di norme che regolano l’ingresso e il soggiorno nel nostro paese. Quando tali norme si basano su approcci ispirati dal concetto di “sicurezza” e pongono al centro misure restrittive anziché attenzione agli aspetti umanitari, avviene un irrigidimento dei contesti in cui le persone possono muoversi e in cui gli operatori possono agire, aumentando, di fatto, le loro difficoltà di operare per favorire l’emersione delle vittime dalle condizioni di sfruttamento e l’accesso ai servizi antitratta oltre che socio sanitari in genere. Questa dinamica, senza dubbio, può generare un aumento della vulnerabilità delle persone, che si trovano ad essere sempre più isolate e sempre più fragili nei confronti delle organizzazioni criminali.